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| All’Astrolabe, corvetta con un grande passato di navigazione e ricerca scientifica, viene affidato un poco glorioso incarico: trasportare le famiglie dei funzionari francesi esiliati in Martinica dopo i moti rivoluzionari del 1848. Terminati i preparativi, inizia la traversata dal porto di Tolone con ottantasei uomini dell’equipaggio e circa cinquanta “terrazzani” di lignaggio più o meno nobile. Fra difficoltà e dubbi, si rivelerà un’avventura destinata a cambiare la vita e il pensiero di alcuni di loro. Dopo strani episodi a bordo e in mare, incontri più o meno reali con creature marine e non, ognuno andrà incontro al proprio destino consapevole di non poter sfuggire al mare di vetro che lo avvolge e che, come uno specchio, riflette le sue paure più profonde e radicate. “…Videro la lancia andarsene placidamente, senza fretta, al pari di uno di quei barconi domenicali che navigano la Senna per diletto. E mano a mano che si allontanava, la visione si offuscava percettibilmente. Non vi era nebbia o caligine sul pelo dell’acqua, solo la consueta atmosfera malata dalla cromaticità satura a cui erano ormai avvezzi. Ebbene, non vi era nessun fenomeno riscontrabile che giustificasse l’accaduto di cui diventarono inascoltati testimoni: la lancia stava come per perdere consistenza, un miraggio evanescente in un deserto d’acqua...” |
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